mercoledì 3 febbraio 2010

il computer invisibile


Una volta chi comprava un computer era un visionario innamorato della tecnologia che amava mettere le mani sotto il cofano, tanto che ogni computer era venduto con un Basic in memoria (Macintosh fu il primo computer a non averlo, ma solo perché aveva di meglio: HyperCard). Negli anni ottanta appartenevo felicemente a quella categoria.
Poi è venuto chi conosceva MS-DOS, chi conosceva lo Unix, chi deframmentava l’hard disk.
Se mi guardo attorno oggi i bisogni di chi usa un computer sono molto cambiati. C’è chi usa il gestionale in ufficio, c’è chi è un fotografo professionista, chi monta i film; c’è chi si collega a facebook, chi arriva fino a Google maps ed alla posta elettronica, chi scarica le foto dalla macchina digitale, chi scrive un blog, chi un romanzo e chi ama leggere una mailing list. In generale il grosso delle necessità gira attorno ad un net browser.
È evidente che per molti di loro / noi non serve un computer con Mac OS X, Windows 7 o Linux Ubuntu. Per la maggior parte degli utenti e degli usi un iPad è meglio di un PC. E non mi riferisco necessariamente all’hardware del grosso iPhone da nove pollici senza tastiera, ma al software, che permette di focalizzare le energie sullo scopo senza l’inutile inerzia dei dettagli.
Ho l’impressione che nel giro di poco tempo diventerà molto più frequente usare un iPad che un computer.
E che mentre iPad sarà il vero personal computer orizzontale, il computer con le finestre tornerà ad essere un oggetto di lavoro specifico (del fotografo, del regista, del programmatore…).
Anch’io non avrò bisogno di avere più di un Macintosh, mentre per tutto il resto iPhone ed iPad saranno perfetti.

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