martedì 23 marzo 2010

inchiostro simpatico


Un recente post di Autoritratto con Mele che parla di riconoscimento della scrittura utilizzando uno stilo mi ha portato alla mente uno cosa che scrissi due anni fa e che ho recuperato per l’occasione, dal titolo "inchiostro simpatico":

Non so quanti fra i lettori abbiamo avuto fra le mani un Apple Newton. Io l’ho usato nel 1997, quindici giorni prima che fosse ritirato dal mercato. Vale dunque la pena di ricordare che si trattava di un computer palmare, forse il primo, con schermo sensibile al tocco e capacità di riconoscimento della scrittura. Fu un aggeggio rivoluzionario e molte delle sue caratteristiche non sono ancora arrivate sui moderni sistemi operativi, come la capacità di trattare i dati come universali ad ogni applicazione, esattamente come avrebbe fatto un blocco note intelligente o, meglio, magico alla Harry Potter.
L’unica colpa del Newton fu di essere in anticipo sui tempi, quando al mercato un dispositivo del genere ancora non serviva (anche se io rimango del parere che il Newton 2100 fu ritirato proprio la stessa settimana in cui avrebbe iniziato ad avere successo). Alla fine degli anni novanta conobbe invece un successo di mercato Palm, un altro palmare, enormemente più modesto nelle caratteristiche e nella pretese, ma anche nelle dimensioni e nel prezzo. In seguito, con la rivoluzione dei telefoni cellulari le caratteristiche “intelligenti” dei palmari sono state incorporate dagli smart phone, ed è probabile che Newton tornerà a vivere in una futura evoluta edizione di iPhone.
In una cosa, però, il piccolo Palm di US Robotics era superiore a Newton: nella comodità di scrittura. La differenza fondamentale sta nel fatto che mentre Newton pretendeva di capire la scrittura naturale umana (operazione spesso difficile al genere umano stesso) ed addirittura di indovinare le parole scritte cercandole su un dizionario (con risultati spesso umoristici), il piccolo Palm si accontentava di insegnare all’utente una scrittura detta Graffiti e di obbligarlo ad usare quella.
Palm metteva poi assieme la parole unendo le lettere e non pretendendo di capirle. Alla prova dei fatti, Graffiti era un alfabeto molto semplice ed intuitivo da padroneggiare, e dopo una decina di minuti l’utente era in grado di scrivere velocemente e senza errori sulla propria tavoletta elettronica. Quando lo stesso Palm introdusse Graffiti 2, cercando di permettere all'utente di scrivere in modo più naturale, il livello di errore nel riconoscimento della scrittura crebbe a tal punto da rendere irritante scrivere con un palmare.
Si dice che lo sviluppo di Newton non sia mai cessato in Apple, e probabilmente è in corso nei laboratori bunker di iPhone ed iPod, ed i risultati saranno prima o poi sotto gli occhi di tutti. Ma una parte del DNA del Newton originale fa parte da tempo del codice di Mac OS. Si chiama Ink (inchiostro) e permette di scrivere non attraverso una tastiera, ma una penna appoggiata ad una tavoletta, di quelle usate dai grafici. Io ho una modesta tavoletta Wacom che risale ai tempi dei primi iMac (infatti è di color strawberry) ma funziona perfettamente, e di tanto in tanto, quando mi prende la nostalgia del Newton, mi diverto a scrivere qualche cosa “a mano”.


Siete curiosi di sapere come funziona? Vi propongo un esperimento in diretta. Ora prendo la tavoletta e scrivo due frasi proprio su questa pagina, promettendo di non compiere alcuna correzione a posteriori:

hello I am a Mac ad I understand your Wr, ‘ting
ciao io SOhO Un Mac e comprendo Ia tua scriltuza

(l’inglese funziona meglio perché Ink comprende i dizionari inglese, tedesco e francese -- non quello italiano).
Per scrivere il blog forse è meglio continuare ad usare la tastiera, a meno che implementino il Graffiti... ;-)

(Mac Lovers Blog, 18 gennaio 2008)

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