lunedì 30 agosto 2010

cinema


Una delle più evidenti anime di iPad è quella di sala cinematografica digitale. La qualità e la definizione dello schermo sono tali da permettere una visione sorprendentemente buona, di quelle che ottengono un effetto wow da parte dei curiosi.
Ma dove si prendono i film da godere a letto o in viaggio sullo schermo di iPad? Negli USA il film o l’episodio del programma TV si acquista direttamente da Apple Store. In Italia dove i distributori non sono ancora stati convinti da iTunes, è necessario un giretto un po’ più lungo. I favoriti sono come sempre i “pirati” che già sono abituati a scaricare film tramite il peer to peer. È sufficiente trascinare questi film su iTunes per caricarli sul proprio iPad, pronti per la visione. Per l’utente timorato la strada è appena più tortuosa. Per infilare un DVD del commercio in iPad è necessario prima copiarlo sull’hard disk del computer tramite uno dei programmi di rip del commercio, come RipIt o il gratuito Mac The Ripper. Poi bisogna ricorrere ad un programma che converta il formato del DVD in quello più universale di iPad. Io utilizzo allo scopo il comodo Popcorn di Roxio, ma anche qui esistono delle alternative gratuite. A questo punto il film è su iTunes pronto a sincronizzarsi con iPad.
L’unico difetto, veniale che incontro in questo procedimento è che il volume del film di solito non è abbastanza alto e visionando il film in un ambiente non silenzioso possono venire in soccorso le cuffie.
Naturalmente oltre ai film dei DVD su iPad possiamo vedere anche quelli che creati in casa con la telecamera digitale e montati con programmi di editing come iMovie - che nelle prime versioni era un superbo esempio di intuitività alla Macintosh, oggi è appena più macchinoso ma in cambio funziona molto bene.

Soddisfacente quanto la visione dei film è quella delle fotografie digitali, che può avvenire manualmente o per slide show dalle foto sincronizzate da Mac (personalmente ho dato istruzioni ad iTunes perché passi ad iPad le foto caricate su iPhoto negli ultimi tre mesi, ma la flessibilità è assoluta) o attraverso presentazioni più sofisticate create per esempio con iPhoto stesso. Attraverso un piccolo pulsante dal salvaschermo iPad può essere trasformato in una cornice elettronica di quelle che vanno di moda adesso.

venerdì 27 agosto 2010

edicola


Su iPad non si leggono solo libri elettronici ma anche e soprattutto riviste. Molti quotidiani sono già scesi nell’arena: personalmente io ho caricato dal primo giorno le applicazioni per leggere La Repubblica ed il Corriere della Sera. Entrambi i quotidiani erano gratuiti: l’applicazione permette di scaricarli e di leggerli con comodo off-line. Se una pagina di quotidiano in uno schermo da 10 pollici appare un po’ piccola, il gesto del doppio tap (con il dito) per avvicinare la porzione che leggiamo diventa subito altrettanto naturale di quella di sfogliare le pagine. Tanto naturale che mi è capitato di cercare di farlo anche sul giornale di carta…
Entrambi i quotidiani sono rimasti gratuiti per un mese ed in realtà immaginavo lo restassero per sempre: azzerati gli ingenti costi di stampa e distribuzione ero convinto che la pubblicità fosse sufficiente a mantenere in attivo l’editore. Invece entrambi sono diventati a pagamento e sorprendentemente anche a prezzo piuttosto salato: vendono solo per abbonamento e non per copia singola, ad un prezzo non dissimile dall’abbonamento del giornale di carta. Non sono un taccagno ma tanto mi è bastato per rinunciare alla lettura del giornale elettronico e tornare a sfogliare le notizie sul web, da Google news al sito stesso dei quotidiani e agli aggregatori di blog come wikio.
È un’operazione che compio con molto piacere ogni mattina senza farmi mancare nessuna notizia e risparmiandomi tutta la spazzatura dei telegiornali da cui sono libero ormai da molto tempo.
Oltre ai quotidiani sono disponibili per iPad diverse riviste. Personalmente al momento seguo Internazionale, Turisti per caso, Dueruote, MacUser, L’Espresso. Sono molte anche le riviste femminili, come pure quelle multimediali preparate esclusivamente per il web o comunque per iPad.
Il limite attuale delle riviste elettroniche è che non è stato definito un unico formato coerente, anche nell’interfaccia, né tanto meno esiste un unico programma per consultarle. Ognuna è realizzata sotto forma di applicazione a sé stante che scarica, se richiesta, i più recenti numeri della rivista. Ed ogni applicazione porta con sé la propria interfaccia e le proprie regole: un sistema non esattamente coerente alla tradizione Mac-like.
Non sempre le applicazioni sono stabilissime, probabilmente per problemi di memoria: essendo la rivista costituita da immagini delle pagine di carta consuma avidamente ram, e di ram iPad è piuttosto avaro.
Un altro piccolo fastidio è spesso la lettura off-line o in collegamento 3G: quando apriamo la rivista, l’applicazione avidamente si collega al server per controllare se è a disposizione un numero nuovo, operazione che non viene svolta in modo trasparente e che mette fastidiosamente in attesa il lettore. Se per alcune app la cosa è appena accennata, in altre come quella de L’Espresso bisogna premere ben tre volte un pulsante di dialogo per iniziare la lettura. Non molto elegante.

Comunque l’esperienza di lettura delle riviste è nel complesso gratificante e per le riviste che leggo io ho già scelto l’opzione elettronica a quella di carta.
Sarebbe auspicabile una applicazione di Edicola che, al pari di iBooks, permettesse agli editori di caricare le proprie riviste e ai lettori di scaricarle e di leggerle, oltre che di curiosare fra i vari arrivi, come in una edicola reale.
Creare una simile applicazione potrebbe anche essere una redditizia idea per una software house nazionale e per i piccoli editori.

Al capitolo delle riviste va aggiunta una categoria particolare di periodici: i fumetti. Personalmente non sono un grande appassionato di fumetti, e su iPad leggerei volentieri forse solo Linus o magari le ristampe del Corriere dei Piccoli degli anni gloriosi. Ma vale comunque la pena di scaricare le applicazioni per leggere i fumetti Marvel (l'Uomo Ragno) o DC Comics (Superman) tanto sono ben fatte. Le applicazioni sono gratuite e prevedono alcuni fascicoli altrettanto gratuiti. La navigazione nelle storie, specie quelle Marvel, è assolutamente perfetta, di stampo cinematografico. È un peccato che le avventure dell'Uomo Ragno proprio non mi interessino...

lunedì 23 agosto 2010

librerie e bancarelle


Prima dell’era digitale la funzione di un oggetto era generalmente evocata dalla sua forma. Gli attrezzi avevano uno scopo specializzato, “verticale”: la TV era una TV, un giornale il giornale, ed un libro un libro: magari potevi scrivere un appunto sulle pagine bianche, ma non per questo si trasformava in un quaderno.
Oggi quell'oggetto digitale perfetto che è iPad ha mille anime, incarnate dai programmi che facciamo girare: iPad diventa un palcoscenico per i film, un quotidiano, il libro di moda, un porta fotografie, uno strumento di scrittura, un navigatore del web, una consolle di video giochi, un impianto stereo ed infinite altre applicazioni, limitate solo dalla fantasia degli sviluppatori.
In questo post valutiamo la natura di lettore di libri (e riviste elettroniche) di iPad. Già in passato più volte si era tentato di creare lettori elettronici per libri, tanto che è stato messo a punto un formato ufficiale di libri elettronici (alias e-book) che prende il nome di ePub - che sta per pubblicazione elettronica. Oltre, ben inteso, al sempre attuale formato pdf (portable document format) di Adobe. Il primo tentativo di una certa rilevanza di dare un mercato ai libri elettronici è stato quello di Amazon, forte della sua natura di negozio sul web di libri e dischi che vengono spediti per posta. Amazon ha creato Kindle, un leggero lettore di e-books in bianco e nero (e di alcuni quotidiano americani), che ha avuto più rilevanza mediatica che clienti. I milioni di esemplari di iPad già venduti, uniti alla potenza di un Apple Store on line già ben collaudato dalla vendita di canzoni, ha fatto all’istante di iPad il leader indiscusso di questo mercato. Alcuni recensori si sono baloccati a confrontare fra di loro i pregi ed i difetti di iPad e Kindle, ma è sufficiente prendere in mano entrambi per coglierne il ben differente sex appeal.
iPad è fornito di un programma per la lettura di e-book che si chiama… iBooks. iBooks permette di leggere libri in formato ePub o in formato pdf, presenta uno scaffale in cui raccogliere i libri che abbiamo caricato e che restano sempre disponibili e mette a disposizione uno store, cioè un negozio, per l’acquisto di libri, alcuni dei quali a prezzo zero. Non è però obbligatorio acquistare i libri dallo store: possiamo porre sullo scaffale di iBooks qualsiasi libro in formato ePub o pdf, quale ne sia la provenienza, trascinandolo sulla copia di iTunes del computer da cui sincronizziamo iPad.
Lo store messo a disposizione degli utenti italiani di iPad non può però ancora essere definito un negozio: più esatto sarebbe definirlo una bancarella. I grandi editori nazionali non si sono ancora convinto a saltare il fosso dell’editoria elettronica, mentre i piccoli, che certamente sarebbero più stimolati a farlo, probabilmente non sono ancora neppure stati consultati da Apple Italia. Resta una quantità di testi di pubblico dominio, cose come l’onnipresente Pinocchio di Collodi, oppure opere di Pirandello, Cervantes, Edgar Allan Poe e via discorrendo: meno di quello che troveremmo su una qualsiasi bancarella di fiera di paese. Non solo, ma lo store pare non possedere neppure quella che sembrerebbe l’opzione di ricerca più ovvia: quella per lingua. Così si trovano mischiati sugli stessi scaffali testi italiani, inglesi, francesi, tedeschi o magari… giapponesi. Non molto comodo.
Si diceva di Kindle. Non è necessario compiere una scelta fra iPad e Kindle, perché iPad può trasformarsi nel secondo semplicemente scaricando l’app (gratuita) Kindle da Apple Store, e con essa collegarsi al negozio di Amazon. Qui la scelta è decisamente più interessante, ma anche qui in mancanza di un Amazon italiano ci si collega a quello americano, e i testi sono tutti in inglese. La cosa potrebbe comunque andare benissimo per i testi tecnici, come quelli informatici o di programmazione. Sorprendentemente però gli e-books di Amazon costano non meno (come sarebbe logico) ma addirittura di più di quelli di carta. Dal momento che le copie elettroniche sono a costo zero, l’unica spiegazione è in una bizzarria del marketing, probabilmente per mancanza di fiducia, per ora, dell’opzione elettronica.
Suppongo che per un editore abituato a stampare i libri sulla carta, il timore che incute l’editoria elettronica sia quella di soffocare un mercato che funziona rischiando di non conquistarne uno ricco di incognite. Io penso al contrario che la possibilità di leggere su iPad sarebbe un potente bonus per le vendite. Questo non tanto per la maggior o minore comodità di leggere su uno schermo che su carta, che è opinabile (personalmente preferisco reggere l’iPad di un libro tradizionale, perché mi piace il fatto che essendo illuminato io non abbia bisogno di alcuna luce, per esempio a letto, come mi piace avere sotto mano la mia intera libreria anziché dover cercare un libro che non si trova) quanto per la facilità dell’acquisto. Poniamo di sentir parlare o di leggere di un titolo che per qualche motivo ci stimola la curiosità. La differenza fra i due mondi è nel primo caso quello di trovare il momento di andare in libreria, ricordarci del libro, cercarlo ed infine eventualmente acquistarlo. Nel secondo quello di aprire all’istante lo store e senza porre tempo in mezzo acquistare il libro con un solo, compulsivo, click. Dico compulsivo perché l’acquisto si fa senza aprire il portafogli (dal momento che il negozio già conosce la nostra carta di credito) e l’esperienza dell’app store dimostra che se il prezzo è abbastanza modesto non abbiamo resistenze a farlo. Con tutto vantaggio per gli alberi che non devono essere abbattuti per dare carta, e per gli editori che non hanno spese di stampa né tanto meno di trasporto.
iPad non si limita però a libri elettronici che simulano quelli reali, ma da più parti si vedono innovative proposte per libri che sfruttano l’interattività propria del mezzo digitale. Per esempio una neonata realtà nazionale è quella di quintadicopertina di Fabrizio Venerandi che sperimenta libri interattivi, con diverse opzioni creative: dal libro gioco a romanzi che permettono più percorsi narrativi o più punti di vista di lettura. Uno dei primi di questi libri è opera di un autore di culto dell’informatica degli anni ottanta, quell’Enrico Colombini che chi ha acquistato il proprio primo personal computer almeno da vent’anni ha conosciuto per le sua avventure testuali in italiano, come la celeberrima Avventura nel Castello (per PC e Apple II) o l’Apprendista Stregone.
Colombini è riuscito nella impresa impossibile di creare un libro gioco della dimensione di un romanzo che facendo uso degli ipertesti messi a disposizione dai formati ePub o pdf riesce a simulare l’intelligenza artificiale di un software di avventure. Locusta Temporis è il titolo di quello che definire libro-gioco è riduttivo. Una appassionante storia interattiva che ci trasporta dove solo la fantasia può giungere. Il lettore deve armarsi di pazienza ed attenzione e non arrendersi quando le situazioni gli appaiono senza una via d’uscita: insistendo, magari prestando orecchio agli indizi che spesso quel sadico di Colombini semina nel testo, in cambio il divertimento è assicurato a lungo (nel mio caso almeno un mese), e non si può immaginare in quali posti la locusta del tempo sarà in grado di portarci. Il libro è talmente ben fatto che per una volta sarebbe davvero il caso di esportarlo, debitamente tradotto, sul mercato americano. Sarebbe inutile cercare Locusta Temporis su Apple Store. Il libro va acquistato (al prezzo di pochi euro) sul sito dell’editore Quintadicopertina, in formato ePub o pdf e poi portato su iPad tramite iTunes. Può essere letto tramite iBooks, ma ho verificato che il miglior funzionamento avviene facendo leggere la versione pdf da quell’ottima app per la lettura che è Good Reader.

Sul prossimo post: iPad come lettore di riviste elettroniche… - continua