lunedì 6 settembre 2010

getting things done

Parlando di produttività su iPad nel post precedente, ho rimandato il discorso sulla scelta della applicazione di Getting Things Done, cioè crearsi una lista di cose da fare nel modo più produttivo possibile. Le applicazioni di GTD su Mac sono molte e la scelta non è facile, specie non potendo in generale provarne più di alcune.
Un programma di GTD per funzionare deve essere usato, è lapalissiano; ma per poter essere usato deve essere in grado di soddisfare qualche requisito: (1) deve avere un’interfaccia veloce ed intuitiva, per prendere note e appunti rapidamente senza perdersi né perdere tempo; ma (2) deve anche essere utile, cioè possedere una potenza sufficiente a creare progetti di qualche complessità. Deve insomma essere bravo a nascondere sotto il cofano la propria complessità. In più è auspicabile che sincronizzi le informazioni fra computer (Mac), iPad ed iPhone, perché è alla fine con il telefono che andiamo in giro ed è importante che sia possibile leggervi a colpo d’occhio le cose da fare al momento, oltre alla possibilità di aggiungervi note al volo.
Infine un programma di GTD inevitabilmente ci costringe almeno un poco ad una certa disciplina di lavoro, ed è importante che sappia convincerci a farlo.

In passato su Mac non ho mai trovato un programma di GTD che mi soddisfacesse, anche perché ho sempre sperato che venisse da Apple qualche cosa che mettesse assieme in modo efficiente le informazioni di iCal, Notes e Mail. Ma nessuno di questi programmi ha mai avuto sviluppi troppo significativi dal giorno in cui è stato presentato.

Dopo molta navigazione nello store, i due programmi finalisti sono stati Things e OmniFocus, purtroppo entrambi anche i più costosi fra tutti quelli disponibili (rispettivamente 15.99 ed 31.99 euro, fra le applicazioni più costose su Apple Store).
Avevo provato la versione di prova di entrambi su Mac in tempi precedenti, ma senza appassionarmene, anche per via di un aspetto grafico non sufficientemente gradevole (lo ammetto, sono un esteta dell’interfaccia, ma perché sono convinto che bellezza ed efficienza vadano a pari passo). Inoltre OmniFocus da l’impressione di essere oltre che troppo costoso anche troppo complesso.
La versione di Things per iPad è invece piuttosto elegante, ed ho deciso per quella. L’utilizzo di Things è apparentemente così semplice da portarmi a tutta prima quasi a pentirmi della spesa; salvo poi scoprire che dietro l’interfaccia immediata si nasconde una potenza più che sufficiente. Si possono creare note volanti, ma anche Progetti e Ambiti di lavoro, in modo molto naturale e senza alcun obbligo. Ogni cosa “da fare” si sposta in modo intuitivo (su Mac con il drag and drop) e ci viene proposta una lista di cose da fare del giorno e una in ordine cromnologico. In più si sincronizza “abbastanza” con iPhone. Scrivo abbastanza perché a tutt’oggi la sincronizzazione avviene solo in wi-fi da Mac con iPad ed iPhone, ma i programmatori stanno lavorando alacremente ad una versione universale che sincronizzi tramite il cloud computing. Certo, per usarlo su tutte le piattaforme bisogna acquistare tre volte Things...
In Things per iPad quello che mi manca è una visione a calendario: non credo sarebbe impossibile mostrare un calendario che fonda le informazioni di iCal e quelle di Things. Inoltre forse mi farebbe piacere un outliner, ma forse lo penso solo per abitudine. La versione di Things per Mac ha meno sex appeal grafico ma funziona bene. Anche qui, sarebbe auspicabile la possibilità di visionare da una sola finestra il calendario di iCal e le mail. Things per iPhone, infine, fa esattamente quello che deve fare: mostrare gli impegni ed permettere annotazioni.
Per inciso, aggiungo che su iPhone ho affiancato a Things un programmino di note molto comodo, Awesome Note, che permette di scrivere note volanti ma anche liste, per esempio della spesa, o informazioni di altro tipo (io uso il diario di viaggio nei miei tour motociclistici) per task banali per cui non vale la pena di mobilitare la famiglia Things.


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