sabato 23 luglio 2011

nuvole


Mi ero promesso il nuovo, minuscolo MacBook Air appena fosse uscito Lion, il sistema operativo nuovo fiammante del Macintosh. Non a caso i due prodotti sono state presentati sul mercato nello stesso giorno.  Il vecchio Air mi è stato rubato, e la sua tastiera mi fa comodo per scrivere le mie cose, gli articoli, i blog e forse qualche cosa di più. Il Mac grande, quello fisso con lo schermo da 27 pollici, va benissimo per il lavoro sporco, multimedia, grafica, impaginare e simili, ma non ce la faccio a scrivere rimanendo seduto alla stessa scrivania come a scuola: vuoi mettere una poltrona? Attualmente spendo il novanta per cento del mio tempo telematico su iPad (il computer più entusiasmante dai tempi di Macintosh Plus), e devo ammettere di aver anche imparato a scrivere sulla sua tastiera virtuale, nonostante l’ostruzionismo del correttore ortografico (che non ho comunque cuore di disattivare). Tanto che anche ora che sto scrivendo con il nuovo Air, mi viene naturale cercare di ottenere il punto . usando il comodo doppio tap sulla barra dello spazio. Racconterò di “Air versus iPad”, come di “Lion”, sui prossimi due post di questo stesso blog.
Quello che invece qui voglio raccontare è l’esperienza di messa in opera del nuovo arrivato, il piccolo Air da 11”. Fortunatamente il computer esce dalla scatola a pile cariche, il che evita di dover rimandarne l’uso di diverse ore. Lanciato (rapidamente) il sistema, il computer si informa su chi siamo: per fortuna sono abbonato da sempre al servizio di mobileMe, che comunque d’ora in avanti sarà gratuito e in qualche modo automatico per tutti gli utenti. Appena informato del mio nome e della password il computer scarica dalla nuvola i miei dati, come gli indirizzi della rubrica e i set della posta, e lo fa a tempo di record. Una bella comodità. Passando da un computer precedente ad uno nuovo il trasloco è comunque effettuato automaticamente da un programma chiamato Assistente Migrazione. Nel mio caso però ho voluto considerare Air uno strumento di lavoro del tutto nuovo, per cui non ho migrato alcun documento ma sono partito da zero.
Per i programmi ho aperto l’applicazione App Store: effettuato il log-in i programmi che ho già acquistato in passato sono tutti a mia disposizione. Non devo fare altro che scegliere quali mi serve scaricare sul nuovo computer. Al contrario i programmi di iWorks non sono stati acquistati da App Store ma in modo tradizionale in scatola su DVD. Cerco la confezione sulla libreria (fisica, quella del mio ufficio) e non la trovo. Risultato: non posso installare Pages, Numbers e Keynote. Nuvola batte scatola uno a zero. Anche Bento e Scrivener sono stati acquistati in modo (quasi) tradizionale, mediante il download dallo store dei rispettivi sviluppatori. Da qualche parte sull’hard disk ho le versioni rispettivamente 3 ed 1 dei due programmi; nel frattempo sul mercato sono state presentate le versioni 4 e 2, che posso acquistare sugli stessi store con un po’ di sconto per l’upgrade. Ma l’esperienza della nuvola di App Store è così gratificante che decido di rinunciare a quel piccolo benefit e di acquistare invece le due applicazioni direttamente dal negozio virtuale di Apple di modo che nel futuro anche Bento e Scrivener saranno sempre disponibili sulla nuvola.
Che dire: si possono sollevare molte obiezioni di carattere filosofico, economico e sociale sull’invadenza del business di Apple nella nostra vita, ma alla fine il futuro (anzi, il presente) è questo e le nostre abitudini tradizionali di gestione dei file e dei programmi del computer stanno a quelle nuove come la manovella meccanica all’alzacristalli elettrico. Si può resistere alla novità, ma quando si prova ci si rende conto che l’archiviazione sulla nuvola è molto più comoda di quella su CD, DVD o sui nostri hard disk sparsi sulla scrivania.

Appuntamento con il resto dell’esperienza sui prossimi post.

3 commenti:

  1. Avendo un MacBook bianco, mi ha fatto incazzare la decisione da parte della Apple di non produrlo più. Peccato perché con meno di mille euro si portava a casa un prodotto completo e versatile, adesso per forza di cose credo che dovrò andare sul MacBook pro da 13", quando un giorno dovrò cambiare il modello attuale. Sento parlare molto bene dell'Air, ma non mi convince. L'Ipad è invece il balocchino che vorrei, se soltanto avesse una presa usb....

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  2. Devi solo aver pazienza fino al prossimo post ;-)

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  3. attendo con ANSIA il resto dei 2 post.

    (anche se in famiglia ho deciso che sarà il MacBook Air da 13" ad essere il primo mac di mia moglie, ed ho cmq deciso di procurarmi le periferiche necessarie per un uso più tradizionale ... hub USB, masterizzatore supporto ottici, e così via ...)

    certo è che, almeno nel tuo 'contesto', l'Air 11" pare calzare a pennello e non forzarti a modificare le tue abitudini più di tanto ...

    PS = vedo (con piacere) che mi hai inserito nel tuo blogrool ... ora devi solo aggiornare il link a quello (nuovo) di Lucio
    { http://www.icreatemagazine.it/sezione/script }

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